Il progetto Coffee Social Enterprise si presenta come una soluzione rivoluzionaria per il settore Ho.Re.Ca., integrando efficacemente le esperienze digitali e fisiche per migliorare l’esperienza del cliente e assicurare la prosperità del settore nel lungo termine. Nato dalla consapevolezza che i modelli di digital business attuali non sempre rispondono alle esigenze specifiche delle torrefazioni di caffè nel settore Ho.Re.Ca., il progetto CSE propone un approccio innovativo basato sull’integrazione del digitale e del tradizionale.
Ogni attività progettuale ed esecutiva seguirà la seguente metodologia
La prima fase: analisi globale storica aziendale e dell’asset strutturale-tecnologico-economico. Generazione Business Model Canvas Comunicativo.
La seconda: progettazione. Definizione strategica sulla base dei risultati acquisiti nella fase precedente in relazione agli obiettivi. Allineamento delle fonti di valore.
Implementazione, test, diffusione
La terza fase: implementazione pratica delle strategie elaborate. La quarta: test. Ogni soluzione implementata, seguirà un’iniziale fase di test prima di essere resa operativa. La quinta: diffusione. Superata la fase di test, l’innovazione implementata sarà applicata a regime.
Misurazione. Analisi desk-field
La sesta fase: misurazione. Analisi desk-field. Attraverso i canali e gli strumenti digitali individuati nella fase 2 del presente modello, sarà possibile monitorare in tempo reale l’andamento delle performance, sviluppi e risultati, ed intervenire istantaneamente con manovre correttive rispetto gli obiettivi fissati (analisi desk).
L’analisi field è affidata alla forza vendite. Fra gli interventi che il progetto elenca con le loro durate: misurazione delle performance ed elaborazione strategica dei nuovi dati a conoscenza, in real time.
Applicato a un altro settore, l’autore lo dice dello strumento che raccoglie quei dati: se CRM e follow-up non seguono una logica unica e ripetibile, una parte del valore si disperde: attribuzione meno leggibile, coltivazione discontinua, patrimonio di dati proprietari che cresce più lentamente di quanto potrebbe.
E del criterio con cui quei dati si leggono: il valore non è nel numero di visualizzazioni, ma nella capacità di generare relazione e dati proprietari.
Un processo a matrioska e reiterato
Le fasi appena descritte vanno intese secondo un processo a matrioska e reiterato, necessario al corretto presidio dello User’s Customer Journey.
Il corretto presidio dello User’s Customer Journey
Lo studio pone il principio: non si evidenziano, a parere di chi scrive, particolari competenze distintive in grado di progettare ed organizzare un vera campagna di comunicazione che sappia individuare i valori fondamentali in grado di produrre valore, considerando quest’ultimo non nella semplice conversione dell’interesse in acquisto, ma nella continuità di tale relazione – loyalty – fondata sul reciproco rapporto di fiducia e rispetto che lega il brand ed il consumatore in una relazione emotiva, espressa nella condivisione dei valori precedentemente individuati.
Applicato a un altro settore, l’autore scrive che cosa significa presidiare: generare contatti è solo il primo passo. La sfida reale è trasformarli in clienti e i clienti in promotori. Ogni fase del Customer Journey richiede un presidio preciso: chi comunica, come comunica e con quale obiettivo.
E chi presidia le due fasi finali: il customer care agisce da triage in ingresso, offrendo prima assistenza e indirizzando i clienti verso i canali più adatti alle proprie esigenze. Si occupa della fase di loyalty, il reparto che apre la strada alla fase di fidelizzazione. Alla consulenza tecnico-commerciale post-vendita è affidata la fidelizzazione del cliente — advocacy — trasformando la soddisfazione del cliente in reputazione attiva. Il cliente soddisfatto non torna solo, porta altri.
Nel caffè il progetto la riporta per canali: awareness, blog, social, Bar e agenti; engagement, social, Bar ed eventi; Conversion, e_commerce e Bar; loyalty, customer care; advocacy, assistenza tecnica.
E la slide del progetto la riporta per attori: awareness, torrefazione; engagement, agenti vendita; Conversion, distribuzione e Bar; loyalty, customer care; advocacy, assistenza tecnica.
Una sintesi dei principali risultati attesi
L’applicazione delle strategie si tradurrà operativamente nelle seguenti fasi.
Di seguito viene riportata una sintesi dei principali risultati attesi: aumento del volume del traffico sulla propria piattaforma web; definizione di una strategia SEO; definizione di una strategia Brand Identity e Brand reputation; introduzione di un piano editoriale progettato sul medio e lungo periodo; aumento del livello di engagement; forza vendite in grado di operare nel mercato digitale; touch point a terra operativi e performanti online; presidio efficace ed efficiente dello user’s customer journey; accesso al mercato Esports.
Il primo dei due obiettivi dichiarati: posizionamento del brand torrefazione nel mercato digitale.
Se sei una torrefazione operante nel canale Ho.Re.Ca., cogli l’opportunità di far parte di questa rivoluzione nel settore. Considera l’adozione del modello di business proposto dal progetto Coffee Social Enterprise. Contatta il nostro dipartimento dgtransformation.it e scopri come aderire a questa iniziativa.


